Domenica, 07 Settembre 2014 19:03

La preparazione domestica

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LA COLTIVAZIONE SU LARGA SCALA E IN CASA

L’aloe viene coltivata principalmente in paesi caldi poiché predilige temperature alte e clima secco, come L’Africa, l’America Centrale, Giappone e la Spagna.

Si raccomanda di acquistare il prodotto da paesi vicini in modo da avere la sicurezza che nel trasposto non sia esposto a temperature troppo alte e perché i controlli sono maggiori, soprattutto all’interno della Comunità Europea.

L’aloe è una pianta che può essere facilmente coltivata in quanto è in grado di adattarsi a climi diversi; è importante esporla al sole (in penombra quando è giovane) poiché la luce solare fa aumentare sia la crescita della pianta che la produzione di aloina.

La temperatura ideale è di 20-24°C durante il giorno e 10-14°C la notte.

Importante inoltre la concimazione nel periodo di crescita e se viene coltivata in un vaso bisogna prestare attenzione a rinvasarla in primavera nel caso il terreno fosse povero di sali minerali.

 

LA RACCOLTA DELLE FOGLIE

La raccolta delle foglie d’aloe è possibile quando vi è il massimo rigonfiamento idrico, avviene manualmente con un taglio netto effettuato alla base della pianta in modo da evitare il contatto della linfa con l’aria che provocherebbe un’ossidazione.

 

LA LAVORAZIONE

Dalla lavorazione delle foglie d’aloe si ricavano principalmente due prodotti: il succo e il gel.

Le foglie raccolte vengono lavate con delle soluzioni detergenti per eliminare eventuali batteri e poi vengono triturate in modo da ottenere una polpa di colore verde molto amara e con proprietà lassative, che dovrà essere successivamente filtrata lasciando però intatte le proprietà della pianta.

A questo punto la polpa ottenuta si unisce alla cellulasi che è un enzima in grado di trasformare questo prodotto in succo; per realizzare invece la soluzione gelatinosa viene utilizzata una fonte di calore fino a 70°C; entrambe i metodi non vanno ad alterare le proprietà dell’aloe.

Importante è controllare nell’acquisto il reale contenuto del principio attivo, per essere definito succo d’aloe al 100% secondo la legislazione europea l’importante è che contenga il 12% ; inoltre per essere guidati verso un acquisto certificato bisogna ricercare sulla confezione il marchio CISAV che sta per Consiglio Internazionale Scientifico dell’Aloe Vera.

 

LA FABBRICAZIONE DEL SUCCO

Per ottenere un succo o una bevanda a base di aloe bisogna partire dalla foglia intera senza aloina né emodina, che viene sottoposta ad un processo di pressurizzazione ovvero una pressione a freddo.

Prima di iniziare questo processo la pelle superiore della foglia è separata dal gel interno, successivamente dopo la spremitura vengono riunite, questo può portare ad una perdita delle sostanze preziose ed è quindi importante dopo la spremitura garantire una stabilizzazione e conservazione del prodotto; la prima possibile grazie all’aggiunta dell’acido citrico o dell’acido ascorbico e vitamina c la seconda attraverso l’utilizzo di conservanti comunemente utilizzati come sorbato di potassio.

Alcune bevande invece non sono sottoposte a questo processo di stabilizzazione e conservazione ma dovranno essere filtrate ulteriormente per eliminare funghi, lieviti e microrganismi ma ciò può impoverire il succo di sostanze fondamentali.

Il succo ottenuto con spremitura a freddo e senza estrazione ha una consistenza piuttosto gelatinosa perciò potrà poi essere diluito con dell’acqua.

 

FABBRICAZIONE DEL GEL

La produzione del gel d’aloe segue lo stesso processo del succo, ovvero tramite pressione della foglia fresca intera; il prodotto finito per essere di buona qualità deve contenere almeno 1/3 di questo gel.

Esistono anche gel fabbricati partendo dall’aloe secca in polvere standardizzata ma questa forma non contiene un buon numero di polisaccaridi complessi in quanto allungate con polisaccaridi senza effetti terapeutici.

Le operazioni per ottenere un buon gel si susseguono in questo modo; lavare bene le foglie, tagliarle trasversalmente alla base e sospenderle in modo che possano perdere per gocciolatura la soluzione gialla antrachinonica che potrebbe colorare il gel e renderlo amaro, poi svuotarle attraverso la spremitura del contenuto gelatinoso interno ed infine attraverso un processo di omogeneizzazione e centrifugazione si ricava il gel.

Il prodotto verrà poi sottoposto a sterilizzazione UHT per evitare l’aggiunta di conservanti ma soprattutto per ottenere un prodotto privo di antrachinoni, residui antiparassitari, ricco di principi attivi e testato biologicamente.

Letto 524 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Novembre 2016 08:16
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